IL MERLETTO A TOMBOLO DI CHIOGGIA, TRADIZIONE RINATA

Le signori e le giovani leve dell’associazione Il Merletto di Chioggia durante la Marciliana di Chioggia

Le signori e le giovani leve dell’associazione Il Merletto di Chioggia durante la Marciliana di Chioggia

Da quando ho memoria, ho sempre visto mia madre con ago e filo in mano a comporre e intrecciare fili per realizzare qualsivoglia opera d’arte. Ogni ricamo e merletto puntualmente venivano appesi ai muri di casa, trasformandoli praticamente nella succursale del museo di Burano. Negli ultimi anni però, la ho vista concentrarsi su un tipo particolare di lavoro, ovvero quello realizzato a tombolo.

Il tombolo non è altro che un cuscino cilindrico che funge da base per la creazione del merletto, sul quale viene adagiato il disegno da riprodurre e sul quale i fili vengono intrecciati attraverso dei supporti di legno detti fuselli.

Come al solito, da bravo figlio della mia generazione, non mi sono mai accorto di quanto ci fosse dietro a quello che a me sembrava l’equivalente di un punto croce, ma che in realtà nasconde una tradizione ampia e densa di significato.

Giusto per dare delle date, il merletto a tombolo esiste a Chioggia sin dal Seicento, ed era una delle attività che più veniva svolta nelle calli, insieme alla riparazione delle reti ed altri mestieri che rendevano la calli i salottini della città. Seppur con alti e bassi, le opere a tombolo sono riuscite a sopravvivere fino ai giorni nostri, è infatti molto facile trovare qualche corredo a tombolo nelle tovaglie, tende o centrini delle famiglie che da generazioni abitano Chioggia.

Stando a quanto detto da chi pratica questa lavorazione, la tecnica da imparare non è complessa: si tratta solo di avere molta pazienza, creatività e saper cercare il disegno da riprodurre. È vero che certe qualità oggigiorno mancano a molti, volendo essere critici, ma elevano di molto le altre capacità di chi le possiede.

Inoltre, le varie rievocazioni storiche durante la Marciliana o la Sagra del Pesce hanno fatto sì che il merletto a tombolo riesca a tornare in auge tanto quanto lo era un tempo, fino ad arrivare alla creazione dell’Associazione il Merletto di Chioggia. Le signore facenti parte dell’associazione si propongono lo scopo di salvaguardare e valorizzare la tradizione del merletto tipico del territorio chioggiotto attraverso iniziative che favoriscano il recupero, la pratica e la diffusione di tali tecniche e della cultura artigianale ed artistica.

L’Associazione ha infatti partecipato ad importanti manifestazioni, tra cui la Biennale di Venezia 2016 con esposizione di manufatti e laboratorio dimostrativo delle tecniche di lavorazione. Nel 2017 nell’ambito della Biennale di Bolsena, per il Concorso Internazionale “Ricamo e Merletto tra Arte e Tradizione ... la farfalla nell’Arte”, la Giuria ha conferito il premio “Tradizione e Innovazione” all’opera La Forza della Delicatezza realizzata da Maria Giada e Pamela Bandini . Questo lavoro è stato giudicato meritevole del premio perché, pur rispettando la tradizione, ha presentato un’interpretazione innovativa alle tecniche tradizionali di lavorazione. Vi lascio l’immagine del suddetto merletto a tombolo qui sotto.

La Forza della Delicatezza realizzata da Maria Giada e Pamela Bandini, vincitrice del premio “Tradizione e Innovazione” della Biennale di Bolsena.

La Forza della Delicatezza realizzata da Maria Giada e Pamela Bandini, vincitrice del premio “Tradizione e Innovazione” della Biennale di Bolsena.

Sebbene l’associazione faccia già parte della rete del Merletto Italiano e sia inserita nell’Inventario dell’Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione a cura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, queste signore non hanno alcuna intenzione di fermarsi. La sfida maggiore infatti consiste nel coinvolgere le nuove generazioni di giovani, che per ora devo dire non mancano, affinché questa pratica artistica non si perda nel tempo e nel riconoscimento più alto a cui si possa aspirare per una simile tradizione: diventare patrimonio immateriale dell’Unesco.

Un grosso augurio a queste signore! Per sostenerle e approfondire l’argomento, vi lascio qui di seguito i loro contatti, e attendo di sapere quali siano le vostre passioni o i vostri passatempi!

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